Premio Internazionale Vincenzo Torriani | I Premiati 2023
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I Premiati 2023

MORENO ARGENTIN

 

Professionista dal 1980 al 1994, fu uno specialista delle classiche, aggiudicandosi nove edizioni di prove di grande rilievo, poi inserite nella Coppa del mondo: la Liegi-Bastogne-Liegi per ben quattro volte, di cui tre consecutive (1985, 1986, 1987 e 1991), la Freccia Vallone tre volte (1990, 1991 e 1994), il Giro delle Fiandre 1990 e il Giro di Lombardia 1987.
Vinse inoltre il campionato italiano in due occasioni (1983 e 1989), e il Campionato del mondo per professionisti a Colorado Springs nel 1986 precedendo allo sprint Charly Mottet e il gruppo regolato da Giuseppe Saronni.
Tra gli altri piazzamenti nelle gare in linea, un secondo posto alla Parigi-Tours (1985), un secondo al Giro di Lombardia (1981), due secondi alla Freccia Vallone (1985, 1988) e un terzo posto alla Milano-Sanremo (1982).

Moreno Argentin è uno dei tre ciclisti di ogni tempo ad essere riuscito a vincere nello stesso anno le due classiche monumento forse più dure del panorama internazionale: la Liegi Bastogne Liegi e il Giro di Lombardia. Era il 1987. C’era riuscito Eddy Merckx nel 1971 e nel 1972 e ha centrato la doppietta anche Tadej Pogačar nel 2021.

PIER BERGONZI

 

Nato a Tradate il 4 febbraio del 1963 ha vissuto in gioventù con la famiglia a Castiglione Olona.
Sin da ragazzo è sempre stato appassionato di ciclismo e ha corso anche da esordiente nella Gornatese.
Ma i non brillanti risultati agonistici l’hanno indotto a puntare sulla carriera giornalistica. Laureato in Scienze Politiche il 2 giugno del 1985 viene assunto dalla Gazzetta dello Sport sotto la direzione di Candido Cannavò. Da allora ha seguito 33 Giri d’Italia, 18 Tour de France e una trentina di mondiali.
“Se la vita è un viaggio voglio farlo in bicicletta” e alla bicicletta e ai suoi protagonisti Bergonzi ha dedicato la sua attività di giornalista e scrittore. Numerosi i libri da lui scritti: nel 2010 il primo romanzo nel ricordo di Coppi “L’Ultimo gregario”. Grande ammiratore di Marco Pantani a lui ha dedicato il libro “Pantani: un eroe tragico” da cui è stata tratta la fiction trasmessa dalla Rai “ Il Pirata – Marco Pantani”. Ha conosciuto personalmente Vincenzo Torriani negli ultimi anni al seguito del Giro e ha condotto varie edizioni del Premio Internazionale dedicato al “Patron”.

GIANCARLO BROCCI

 

Fondatore e ideatore de “L’Eroica” che ogni anno si svolge a Gaiole in Chianti con la partecipazione di oltre 11 mila ciclisti, con vestiario e bici d’epoca, provenienti da tutto il mondo.

Nato a Gaiole in Chianti nel 1954, laureto in Medicina e Chirurgia, dedica molto tempo nel volontariato e nel sociale, con molte iniziative volte alla promozione di valori e del proprio territorio.

Dal febbraio 1993 l’idea, pubblicata sulla rivista Mesesport, del Parco Ciclistico del Chianti, da cui nel 1995 l’organizzazione della prima granfondo Gino Bartali è nel 1997 de L’Eroica, poi diventata di successo mondiale.

Nei primi anni del Duemila L’Eroica comincia a crescere e le presidenze di Regione Toscana e Federazione Ciclistica Italiana chiedono a Brocci di sviluppare idee attorno alla bellissima cicloturistica d’epoca: nascono L’Eroica dei professionisti (9 ottobre 2007) che a partire dalla terza edizione cambia nome in Strade Bianche, oggi gestita e venduta nel mondo da Rcs.

Ha ottenuto il Clante d’oro dal suo Comune, il Pegaso d’argento da Regione Toscana, un altro riconoscimento da Fci per il Collare d’argento.

PREMIO CUORE D’ARGENTO

ITALO ZILIOLI

 

Corridore protagonista degli anni ’60 e ’70. Il gentiluomo del ciclismo. Così talentuoso, da ragazzo, che lo chiamarono Coppino, tanto ricordava il Campionissimo. Così bravo, da professionista, che lo nominarono capitano, vicecapitano, il secondo capitano, l’altro capitano.
Così serio, da compagno, che Eddy Merckx non si azzardò a sgridarlo quando lo vide indossare la maglia gialla al Tour de France del 1970 per sei giorni. Così affidabile, da dirigente, che il Giro d’Italia gli affidò l’organizzazione delle partenze delle tappe.
Italo Zilioli, 82 anni, torinese, 15 anni da pro, una quarantina di vittorie, tre secondi posti consecutivi al Giro d’Italia (dal 1964 al 1966, ma anche un terzo, un quarto e un quinto).Ha corso dal 1962 al 1976 vincendo cinque tappe al Giro d’Italia,una al Tour de France,una Tirreno-Adriatico e un Trofeo Laigueglia. E fuoriclasse per eleganza, stile, onestà, semplicità, trasparenza. Tutta merce rara, sempre
più rara e, per questo, sempre più preziosa.